Perchè parlare di questo argomento?
lamentarsi consuma la gioia e la speranza, toglie le forze, demotiva, mette una
lente scura alla vita, toglie la voglia di fare, ci impedisce di vedere i
motivi per cui essere grati i motivi per sperare e quindi essere felici.
La stragrande maggioranza delle persone si lamenta
di ciò che accade nel mondo, e gli accade nella vita. Questo modo “normale” di
comportarsi alimenta a sua volta l’idea che farlo sia
appunto normale e innocuo. tutti si lamentano e Ci si lamenta di
tutto, dalle relazioni familiari a quelle dei colleghi di lavoro,
dalle condizioni metereologiche alle condizioni economiche
personali, da quelle che sono le nostre personali attitudini e
capacità a quelle che sono le istituzioni che ci governano, ci si lamenta di
tutto e di tutti.
Questo sfogo da un momentaneo falso senso di soddisfazione e di piacere, fa
anche mettere gli altri nelle condizioni di dare a chi appunto si lamenta,
purtroppo poi si ripercuote negativamente sulla persona stessa che si lamenta,
portandola a lamentarsi sempre di più, questo processo la fa entrare in un
circolo vizioso che danneggia se stessa in modo anche importante e
danneggia chi le sta intorno assorbendo da essa energie
emotive. Certo, a volte ci sono sicuramente delle valide ragioni a
sostegno di alcune lamentele, e in certe situazioni è necessario
agire con lamentele per cambiare le cose, se queste si possono cambiare in
questo modo, ma in tutti i casi lamentarsi non è quasi mai
la soluzione in quanto serve agire. È l’atteggiamento mentale l'aspetto su
cui si deve lavorare, avere l’abitudine a lamentarsi o lamentarsi senza essere
consapevoli delle conseguenze può risultare molto dannoso, specialmente a lungo
termine, crea nel nostro inconscio l’idea di essere una vittima, una vittima
incallita, pertanto l’inconscio come ubbidiente servitore del nostro
conscio, sostiene ed alimenta queste credenze convinzioni e percezioni
legate al vittimismo e alla vita che è tutta storta, e l'inconscio si
adopererà per indirizzarci verso queste strade che in questo caso sono in primo
luogo: la vita è uno schifo, e in secondo luogo: sono una vittima.
Allora ci troviamo al
punto che, vorremmo evitare le cause per cui ci
lamentiamo, o perlomeno crediamo questo, ma a livello conscio con le
nostre lamentele e poi a livello inconscio avviamo costantemente un lavoro
opposto a tale obiettivo senza rendercene conto, in altre parole ci auto
sabotiamo facendo si che il subconscio remi contro la nostra volontà
cosciente, o perlomeno verso quella che crediamo sia la nostra volontà
cosciente
Dal momento che l’inconscio è estremamente molto più potente
del conscio, che in realtà è colui che gestisce la nostra vita con i
programmi che vi abbiamo installato ( vedi appunto il programma: “sono una
vittima” di cui appena citato), il risultato è che ci troviamo
inconsapevolmente in un circolo vizioso negativo che viene
alimentato sempre più, ogni volta che ci lamentiamo. A sua volta
questo reca notevoli disagi come effetti di questa causa:
scontentezza, insoddisfazione, apatia, tristezza, negatività, pessimismo,
inerzia, ecc…. queste a loro volta, creano
anche loro un circolo vizioso negativo auto alimentante. Come
conseguenza di ciò, ci ritroviamo in un circolo vizioso dentro a un altro
circolo vizioso, che a sua volta crea conseguenze come effetti di tale causa, e
quindi a sua volta un altro circolo vizioso…. Quanto può
andare avanti questa catena a cascata dipende da vari fattori, ma una cosa è
certa, che possiamo formare un mega circolo vizioso con effetti
drammatici sulla nostra stessa vita, forse con conseguenze sulla salute psico
emotiva , e con conseguenze anche a livello fisico come risposta psico
somatica, ma anche su quelle che sono le nostre relazioni con i nostri cari,
dove vorremo essere in grado di dare di più, ma passano i mesi e gli
anni e ci rendiamo conto che “avremmo voluto” ma non siamo stati in grado, con
sensi di colpa che vanno ad aggiungersi a una situazione già disarmonica. Oltre
a ciò lamentarci ci mette nelle condizioni di non dare il massimo nella nostra
vita perchè riusciamo quando siamo al meglio e se siamo scontenti siamo al
peggio, perchè il lamentarsi prosciuga le proprie energie e le energie di
che ci sta intorno, evitare di lamentarsi sempre è anche una gesto di amore,
considerazione, rispetto e benignità verso gli altri.
Inoltre c'e da considerare il potere della visualizzazione. La
visualizzazione ha il potere di dirigere la mente inconscia verso l'oggetto
della visualizzazione, ci da letteralmente più potere poichè mette in campo il
potere dell'inconscio, indirizzandolo dove focalizziamo la visualizzazione. Se
meditiamo su quanto è bella questa giornata, in realtà stiamo praticando una
forma di visualizzazione . Allora vedremo tutti i particolari che ci daranno
ragione, ma se meditiamo su quanto è brutta, allora vedremo tutti gli aspetti
negativi! ogni volta che pensiamo, parliamo o crediamo qualcosa, stiamo
visualizzando almeno in una certa misura, quindi stiamo attivando un grande
potere che rafforzerà il significato delle nostre parole e dei nostri pensieri,
sopra tutto delle nostre convinzioni.
Quindi il lamentarsi farà si che troverai sempre più cose
di cui lamentarti, di cui sentirti infelice e avere ragione di come ti senti,
questo garantirà la tua insoddisfazione in generale e la tua bassa autostima.
Noi siamo quello che pensiamo,
e diamo ciò che siamo, quindi, diamo nella misura in cui siamo, che
dipende dalla qualità di ciò che pensiamo. In altre parole la scaletta è
questa: pensieri lamentosi ti fanno essere qualcosa di debole è l'essere
qualcosa di debole ti farà dare qualcosa di poco valore. Pertanto quando
ci lamentiamo e ci trasformiamo in una vittima, ciò che daremo agli altri e a
noi stessi e alla vita sarà corrispondente a questa nostra realtà
interiore.
Guardate invece cosa succede quando ci soffermiamo su pensieri di
gratitudine e apprezzamento: pensieri nobili e alti ti fanno essere qualcosa di forte e
positivo, e l'essere qualcosa di forte e positivo ti farà dare
qualcosa di valore. Quindi quello che pensi percepisci e dici ti fa
sapere cosa sei, e in base a quello che sei, in maniera direttamente
proporzionalmente dai. Il pensiero è responsabile di ciò che sei, e ciò che sei
è responsabile di ciò che dai o che sei in grado di dare.
Ora è
sicuramente più chiaro quanto può essere dannoso avere un atteggiamento
lamentoso e quanto sia importante liberarsi al più presto di tale pratica
distruttiva, quindi vediamo in pratica cosa possiamo fare di molto
semplice ed efficace nello stesso tempo.
Iniziate subito e fate così: osservatevi in ciò
che dite, parlate e credete, evitate accuratamente qualsiasi minima o grande
lamentela su qualsiasi cosa, non solo verbalmente ma anche mentalmente, anche
se qualcuno vi parla di fatti veramente deplorevoli in cui normalmente avreste
partecipato energicamente alla pratica della lamentela, limitatevi
ad ascoltare e constatare ciò che vi viene detto senza lamentarvi, senza
giudicare alcunché di niente e nessuno, e senza contrastare
l’interlocutore, ricordando che state facendo un'esercizio pratico. Da
subito riuscirete a stare nell'esercizio per poco tempo, niente paura,
riprendete l'esercizio e man mano i tempi si allungheranno diventando sempre
più naturale evitare di lamentarsi. Ricadrete molte volte nella lamentela ma è
più che normale, il cervello fa un po fatica all'inizio poichè deve tracciare
dei solchi nuovi legati alla nuova pratica, e quando il solco sarà abbastanza profondo
verrà sempre più facile evitare la lamentela.
Fate così un giorno dopo l’altro e vi renderete
conto ben presto che la mente è più libera, più gioiosa, più pulita,
e voi siete più sereni e rilassati, con voi stessi e con gli altri.
Due suggerimenti pratici: Quando ricadete nella lamentela, perché
succederà, ogni volta datevi un leggero morsetto alla lingua senza farvi male,
questo aiuterà il vostro cervello a disinstallare il programma che vi fa
lamentare, inoltre per riuscire a ricordarvi la vostra intenzione di non
lamentarvi più inutilmente, potete mettere un elastico o un braccialetto
al polso, così che vedendolo vi ricorda la vostra determinazione.
Arrivati fino qui abbiamo fatto un grande lavoro ma siamo a
metà dell'opera.
Riflettiamo: lamentandoci inneschiamo dei circoli viziosi
altamente deleteri e potenti che possono veramente distruggere la nostra gioia,
allora, la pratica o virtù opposta al lamentarsi deve per forza portarci
a dei risultati altrettanto potenti in maniera direttamente proporzionale ma
positivi!
La pratica che si contrappone alla lamentela può essere benissimo la
gratitudine, essa è un vero antidoto e nello stesso tempo una potente
medicina.
Quando vi lamentate attivate la produzione di ormoni che risultano
tossici, quando provate vera gratitudine attivate la produzione di ormoni che
fanno bene allo spirito e al corpo come ad esempio le endorfine
Individuate i motivi per cui ogni giorno potete
e dovete essere grati, alcuni motivi si possono ripetere ogni
giorno, come il fatto di essere in vita, poter essere
autosufficienti, stare bene, ecc, mentre molti altri sono specifici di
quella giornata, come l’avere incontrato una persona che non si vedeva da
tempo, essere riusciti a fare qualcosa di benefico a un’altra persona senza
volere niente in cambio, essere riusciti in qualcosa, avere assaporato un
frutto dolcissimo, avere condiviso insieme e poter fare uso di
queste informazioni che state leggendo, ecc. ma fate
questo con affermazioni positive, prive di negazioni
o parole negative.
Esempio: Anziché dire o pensare, "non voglio più
lamentarmi", sostituisci con "da ora in avanti sarò grato di
tutto"; oppure “oggi, anche se
piove non è
una brutta giornata” dovreste dire: ", bella
pioggia piena di vita che bagna e fa crescere il nostro cibo", se ti
sembra di esagerare, la prossima volta che piove pensa ai luoghi dove si muore
per siccità, non per gioirne ma per rendersi conto di quanto dobbiamo essere
grati, e nello stesso tempo prenditi qualche momento per
osservare la poggia come fosse la prima volta che la osservi, ogni volta
che piove. per essere grati dobbiamo guardare sempre dall'alto verso il basso,
cioè vedere chi o dove hanno meno di te, non per qualche motivo egoistico o
tanto meno immorale, ma per renderci conto di quanto in realtà abbiamo, questo
ci impedirà di lamentarci ma soprattutto ci farà essere sinceramente grati di
tutto quello che abbiamo.
Sei triste perchè hai solo 1.000 euro in banca? Pensa a chi
non ha nenche quelli o vive nella strada o muore di fame in africa; sei triste
perchè non hai un bellissimo aspetto? pensa a chi non ha le gambe o le braccia,
a chi è nato endicappato; sei triste perchè hai avuto un'esperienza scioccante
che ti fa stare molto male? pensa a chi ha subito i traumi della guerra.
Attuare questo modo di pensare non solo è pratico ma è
anche una forma di rispetto verso coloro che hanno di meno e vorrebbero tanto
essere la in alto dove siete voi! d'altra parte chi si lamenta è
costantemente nel basso e guarda verso l'alto chi sta meglio di lui, altrimenti
non si lamenterebbe!
Per apprezzare ogni cosa ed essere costantemente grati vi rimando
al video intitolato "La Sfida Di Vivere Nel Presente"
Concludo con 4 affermazioni, pratiche e potenti di
key pollac tratte dal suo libro nessun incontro è un caso edito da macro
edizioni
provate a
fare vostre queste affermazioni una per volta a settimana, ripetendo
l'affermazione nella vostra mente in continuazione il più possibile e ogni
volta che vi ricordate, prestissimo vedrete dei cambiamenti positivi dei
risultati incredibili che vi faranno essere più grati.
Iniziate da
quell'affermazione che più vi ispira.
-Io solo sono responsabile dei miei
pensieri
-In ogni
incontro con un altra persona ho qualcosa da imparare
-Non sono
inquieto per il motivo che credo
-Io solo
sono responsabile di come scelgo di interpretare quello che vedo
Un mio
augurio sentito di giornate piene di vera gratitudine perchè StareBeneConviene!

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