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giovedì 5 settembre 2013

IL conflitto psicoemotivo.

Secondo il dott. Hamer, nel 100% dei casi di malattia, all'origine vi è un conflitto. Questo conflitto è un'evento che coglie di sorpresa e che procura sofferenza, angoscia, stupore.. .o all'opposto , un conflitto derivante dalla fine di una situazione piacevole di cui sentiamo la mancanza. Ciò che provoca la malattia, secondo Hamer, è il vissuto personale dell'evento, piuttosto che l'evento stesso, il momento di angoscia in cui l'evento vi coglie di sorpresa in cui la mente è incapace di trovare un vissuto precedente a cui fare riferimento così da poter rivivere e rielaborare l'evento stesso in maniera accettabile.
Occorre esternare a parole l'evento in modo che non sia relegato nella profondità dell'inconscio e messo da parte, per poi uscire autonomamente a suo giudizio e quindi recare disagio fisico e/o mentale. La persona così traumatizzata non desidera parlare dell'accaduto per sfuggire alla sofferenza ma occorre verbalizzare l'evento anche se potrà essere doloroso, questo è necessario per scongiurare le conseguenze dello sfogo conflittuale in un disturbo psicosomatico. Ciò segue il principio: tutto ciò che non esprimo, imprimo. Diversamente, l'emozione negativa repressa sconfinata nella parte inconscia, continuerà a mandare le sue segnalazioni con manifestazioni negative.
La guarigione in questo caso può avvenire solo grazie al riuscire a portare alla coscienza quel vissuto angoscioso di un istante, in questo modo si risolve il conflitto e si rende futile la  necessità di compensare la cosa simbolicamente o metaforicamente con una malattia.
DA RICORDARE.....
Giovanni G.

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