Einstein sosteneva che possiamo vivere la nostra vita in due
modi: uno come se i miracoli non esistessero e due come se ogni cosa fosse un
miracolo.
Il ricercatore americano
Gary Douglas, afferma che dovremmo suddividere le ore del giorno in
piccole parti di 10 secondi, ciò permette di riuscire a vivere nel “qui e ora”
che è alla base di una vita soddisfacente. Inoltre, questo parametro, combatte
l’ansia anticipatoria del “domani” e la negatività del “ieri”, in altre parole
aiuta ad evitare che la mente sia impegnata nelle preoccupazioni future e nei
pensieri inutili del passato. Infatti quando siamo in uno stato di “non presenza
nel presente”, la mente è decisamente
fuori dal “qui e ora”, impedendoci di vivere e apprezzare la vita
stessa pienamente, come è appropriato che sia.
Basta pensare a quando eravamo ragazzini, portare la mente a quando eravamo bambini. La vita
era appassionata e ogni momento vivido. A quel tempo la nostra mente era totalmente nel
presente “qui e ora”, e quando era volta
al futuro, lo era solo per l’aspettazione di cose belle, come
partire per andare in vacanza o aspettare il sabato che finiva la scuola per
poter stare di più con gli amici.
A quell’età si vive nel presente e si gode la vita.
Purtroppo arrivano le responsabilità e i problemi, allora le cose piano piano cambiano fino a
ritrovarci “naturalmente” in maniera graduale fuori dalla “presenza nel presente”, ma siamo “naturalmente”
presenti nel passato o nel futuro, con pensieri fatti di preoccupazioni, ripensamenti, sensi di colpa, e il presente, che è la nostra vita, ci
sfugge, non lo viviamo.
Per vivere nel presente dobbiamo ricordarci di quando
eravamo bambini e quasi perfetti sotto questo aspetto. Cosa c’era di diverso? Come
ci atteggiavamo alla vita? Quali erano i nostri focus mentali? Quanto eravamo
desti ad evitare pensieri negativi non necessari? Di cosa ci entusiasmavamo? eravamo pienamente nel qui e ora, eravamo presenti nel presente.
Quanto eravamo
naturali nell’assaporare pienamente le cose più semplici come fare una
passeggiata la sera per andare a prendere un gelato; le comiche dell’una di
Stalio e Olio; andare a vedere un film al cinema era una festa; un panino
fresco masticato bene fino a sentire il dolce provocato dagli enzimi della
saliva; il profumo di una pesca matura; il profumo e il colore rosso dell’anguria; una
gita organizzata una settimana prima dalla propria famiglia e attesa con grande
anticipazione; il sabato e la domenica erano giorni veramente speciali; il
sapore eccezionale dell’acqua quando spesso eravamo assetati; il giornalino preferito; stare la sera con gli amici nella via; quando
eravamo affamati e entrando in casa sentivamo il profumo del sugo fresco che
stava cuocendo o di altre pietanze appetitose. un giorno al mare, la bicicletta nuova, il luna park.
Potremmo continuare per ore a ricordare un'infinità di piccole grandi cose che facevano la felicità
ma se ci guardiamo ora non ci riconosciamo così, ora quasi refrattarie a tutto ciò che una volta ci entusiasmava e ci teneva nel presente, quelle cose non ci danno quella gioia di un tempo, si possono farci piacere, ma sentiamo che dentro di noi qualcosa si è spento. questo lo sappiamo e lo scusiamo dicendoci che ora siamo grandi, maturi, responsabili ecc. in realtà ci siamo un po rassegnati, adeguati alla credenza sociale che sia normale, giusto e forse doveroso essere più sobri e non così attaccabili e influenzabili dalle piccole cose della vita che quando eravamo bambini ci appagavano ma non ora che siamo grandi!!!!
ma noi, io e voi siamo la stessa identica persona di allora, abbiamo le stesse identiche necessità e caratteristiche abbiamo sempre la capacità di entusiasmarci per le stesse cose di allora e che meritano la gioia della vita, anche se sono state soffocate, perchè senza sapere dove ci avrebbe portato, abbiamo permesso a ciò che sta all'esterno di noi di modellarci tanto da rendere la vita una sopravviovenza più che un'esperienza di vita , vita inteso nel suo pieno termine.
ma se ci guardiamo ora non ci riconosciamo così, ora quasi refrattarie a tutto ciò che una volta ci entusiasmava e ci teneva nel presente, quelle cose non ci danno quella gioia di un tempo, si possono farci piacere, ma sentiamo che dentro di noi qualcosa si è spento. questo lo sappiamo e lo scusiamo dicendoci che ora siamo grandi, maturi, responsabili ecc. in realtà ci siamo un po rassegnati, adeguati alla credenza sociale che sia normale, giusto e forse doveroso essere più sobri e non così attaccabili e influenzabili dalle piccole cose della vita che quando eravamo bambini ci appagavano ma non ora che siamo grandi!!!!
ma noi, io e voi siamo la stessa identica persona di allora, abbiamo le stesse identiche necessità e caratteristiche abbiamo sempre la capacità di entusiasmarci per le stesse cose di allora e che meritano la gioia della vita, anche se sono state soffocate, perchè senza sapere dove ci avrebbe portato, abbiamo permesso a ciò che sta all'esterno di noi di modellarci tanto da rendere la vita una sopravviovenza più che un'esperienza di vita , vita inteso nel suo pieno termine.
Il punto importante è renderci conto che siamo diversi,
che siamo cambiati, e capire se è giusto e corretto che sia così oppure no, ma soprattutto
dobbiamo renderci conto di ciò che è alla base di questo cambiamento: lo
stress.
Infatti lo stress è il nemico numero1 della gioia di
vivere, non perchè sia totalmente sbagliato ma perché ruba la nostra attenzione prepotentemente, dirigendola verso l’oggetto
stesso dello stress, in questa maniera siamo incapaci di vivere la vera vita poiché
siamo incapaci di praticare la “presenza nel presente”. questo stress è il pensiero rivolto alle preoccupazioni del futuro o alle esperienze del passato. anche un'ansia presente è capace di portarci via la presenz nel presente. qualsiasi cosa stiamo facendo è la vita e va vissuta pienamente, quando lansia ci impedisce questo e mentre facciamo una qualsiasi cosa stiamo pensando ad altro, insorge lìinsoddisfazione, diventando poi cronica nel tempo, questa sensazione è pericolosa perchè può portare a non essere più in contatto con noi stessi e da qui far nascere problematiche emotive quali depressione, ansia ecc..
In altri tempi, come quelli dei nostri nonni, lo stress esistenziale
era ad un livello ottimale, a misura d’uomo, come sarebbe giusto che sia,
infatti lo stress naturale della psico fisiologia umana è necessario ed è un
grande aiuto per l’uomo, esso ci può aiutare a svolgere le faccende e le
responsabilità personali e familiari in maniera ottimale con il giusto
approccio, ma purtroppo oggi lo stress è ad un livello insostenibile nella
nostra società, stimola eccessivamente con il risultato di generare effetti
totalmente opposti allo scopo per cui esso
esiste nella nostra natura.
Facciamo un esempio. Se abbiamo bisogno di aumentare la
nostra energia possiamo fare uso di una tazza di caffè, di thè, oppure assumere
una compressa di ginseng o di guaranà. Questo sarebbe uno stimolo eccezionale,
ma cosa accadrebbe se il vostro capo o qualcuno vi obbligasse a inghiottirne 10
di compresse o bere 10 tazze di caffè ogni ora? Come minimo non dormirete quella notte, perché
lo stimolo ricevuto è eccessivo, e ciò
che era positivo per voi nella dose giusta diventa fortemente nocivo. Ma cosa
accadrebbe se per settimane, mesi e forse anni, ogni giorno prendeste 10
compresse di guaranà?
Meglio non pensarci!
Oggi giorno però, per vari motivi, la maggioranza di noi è “obbligata”
ad “assumere” dosi eccessive di stimoli stressanti fino a rendersi persone
stressate e inconsapevoli di quanto lo siano, poiché fanno
l’abitudine ad essere stressati.
e un po come la tecnologia, chi è nato un po di decenni fa ha visto e vissuto lescalqscion della tecnologia e sa quanto questa crei stress e sia poco naturale per l'uomo, ma chi nasce ora per lui tutto lostres della tecnologia non è altro che la normalità
e un po come la tecnologia, chi è nato un po di decenni fa ha visto e vissuto lescalqscion della tecnologia e sa quanto questa crei stress e sia poco naturale per l'uomo, ma chi nasce ora per lui tutto lostres della tecnologia non è altro che la normalità
Molti dicono di non essere stressati, forse perché pensano
che fino a che non vanno fuori dai gangheri o lo stress non li porta a fare quella determinata cosa, vuol dire che lo tengono sotto controllo, oppure perché hanno una loro personale
valutazione di ciò che è o non è lo stress.
Ma credo che se riflettessero obiettivamente, riconoscerebbero di esserlo
almeno in una certa misura. C’è chi reagisce allo stress agitandosi e urlando e
chi mantenendo una calma invidiabile, ma
entrambi possono essere stressati, la reazione personale allo stress dipende
dal carattere di ciascuno di noi.
Questo stress che investe ognuno di noi nella vita
contemporanea, è la causa primaria del nostro allontanamento dalla personale capacità di godere realmente della vita presente, nei suoi grandi e piccoli
miracoli di ogni momento.
Non importa cosa stiamo facendo, l’importante è che stiamo facendo, cioè siamo, viviamo, e stiamo vivendo il presente, questo fa di
ogni cosa un miracolo!
Quando eravamo bambini lo sapevamo senza che nessuno ce
lo insegnasse o ce lo ricordasse, ora invece dobbiamo fermarci e rifletterci
accuratamente per riuscire a capire che dobbiamo riprenderci la nostra vita,
che lo stress ce la sta rubando giorno dopo giorno. (In questo post non voglio soffermarmi a parlare delle
conseguenze dello stress sulla salute psicofisica )
Ma possiamo prendere coscienza di ciò, ed essere consapevoli che è necessario contrastare i condizionamenti che ci portano continuamente al passato o al futuro. Spesso sono solo ripensamenti inutili, i colpa che non portano da nessuna parte, legati forse a sensi d preoccupazioni del futuro che ci inibiscono verso un azione efficace, in quanto ci privano di spirito, e quindi delle risorse necessarie, e ripeto, trafugate da un attenzione della mente in un tipo di pensieri volti al passato o al futuro che rubano la nostra vita presente. Non voglio dire che dobbiamo infischiarcene dei problemi o delle responsabilità future, e tanto meno non riflettere sul passato in quanto questo è pieno di esperienza e anche bei ricordi ovviamente, ma dico che dobbiamo pensare a ciò che stiamo facendo, non importa se stiamo ballando, leggendo, mangiando, pelando una cipolla, pensando a un bel ricordo bel passato, lavorando, ricevendo un consiglio o un rimprovero, stiamo bevendo un bicchiere d'acqua o stiamo passeggiando, qualsiasi cosa stiamo facendo occorre essere assorbiti il più possibile da esso e da ciò che è attinente ad esso. non dobbiamo più dare niente per scontato, Per esempio se stiamo facendo una passeggiata, cogliamo tutti i particolari della veduta che abbiamo man mano che percorriamo la strada, il suolo su cui camminiamo, sentiamo i piedi aderire e muoversi sulla strada, notiamo tutto ciò che sta a destra e a sinistra, i colori, le cose che stanno li da tanto tempo e che non vediamo più a livello conscio come un''insegna vecchia, prendiamone coscienza, soffermiamo il pensiero sull'aria, la temperatura, le persone che incontriamo, notiamo che reazioni hanno se accenniamo loro un sincero mezzo sorriso, cerchiamo di scoprire sempre più dettagli, come fosse un esercizio di attenzione, infatti occorre esercitarsi sempre in questo modo.
Quindi lo sforzo che dobbiamo fare è quello di aver l’obiettivo
di vivere sempre più presenti nel presente. Forse all’inizio riusciremo a farlo
solo alcuni minuti in un giorno, poi alcuni minuti due volte al giorno,
aumentando sempre più i tempi e facendolo diventare sempre più un’abitudine
fino a rendeci conto che stiamo tornando a vivere nel presente. non lasciamo passare un giorno senza avere fatto questo esercizio, ricordiamo di farlo, consiglio di prendere l'abitudine di farlo al mattino appena svegli assaporate il ritorno alla vostra vita ogni mattino, svegliatevi con sufficiente anticipo vivendo nel presente ogni singolo gesto che fate, osservatevi come una persona fuori da voi stessi che vi osserva, via via aumentate i tempi cercando di portare questo vivere nel presente più avanti da quando vi svegliate sempre un po più in la. fate poi questo anche durante il giorno a tratti. se qualche mattina non riuscite a fare questo o non riuscite per un'intera giornata ripartite da dove siete ora. anche quando avete problemi o difficoltà è importantissimo fare questo poichè vi mette nelle condizioni migliori di affrontare la situazione e di risolverla, il voivere nel presente è sempre e solo benefico oltre che pratico.
Può essere però difficile riuscire in questo intento dopo
anni di “10 tazze di caffè al giorno”, cioè di costanti eccessivi stimoli stressanti. I
trattamenti naturali che hanno l’effetto di sciogliere lo stress, rilassare
profondamente e aiutare a ritrovare il contatto con se stessi, sono un reale aiuto che può sicuramente
portare ad accelerare questo percorso, raggiungendo in tempi relativamente
brevi l’obiettivo.
In particolare, a questo scopo consiglio la riflessologia plantare, la musicoterapia, la visualizzazione, la meditazione guidata e
la cromoterapia, queste tecniche possono essere applicate singolarmente oppure
due o più contemporaneamente in sinergia.
Questi trattamenti
sono assai piacevoli e ristoratori, permettono di riportare l’equilibrio dello
stress al nostro interno, ritrovando con piacere quella parte di noi stessi,
che forse avevamo dimenticato.
Sono consapevolmente persuaso che vivere nel presente sia la cosa che tutti dovrebbero fare, non per
una questione egoistica di voler pensare a se stessi e al proprio piacere. Niente è più lontano da questo. E' una questione di responsabilità verso se
stessi ehe vero gli altri è un fare qualcosa che ci spetta per il fatto che siamo in vita, per questo motivo ognuno di noi
merita ciò, in quanto è stato creato con questo scopo.
Immaginate
la differenza fra una famiglia stressata e una soddisfatta della vita perché capace di vivere nel presente, i primi sono centrati
su se stessi e sui loro problemi, dando l’impressione di essere egocentrici, ma soprattutto incapaci di essere veramente di
aiuto a se stessi e agli altri poiché la loro energia rimasta è poca, i secondi risultano essere un
esempio da seguire, sono capaci di assaporare la vita e quindi anche di dare a coloro che hanno bisogno, perché hanno
una vita appagante, e questo permette alla loro energia vitale di aumentare sempre
più e contribuire notevolmente alla loro salute.
Qui vediamo che non solo non è egoistico imparare a vivere nel
presente, ma che il farlo e una responsabilità anche verso il prossimo oltre
che verso noi stessi.
Detto questo non rimane altro che fare ciò che sappiamo dover
fare.
Un mio sincero augurio di vivere la vita con presenza
mentale nel qui e ora, momento per momento.
Qualcuno disse: Ieri non è che un sogno, e domani è solo una visione.
Ma l'oggi ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità, ogni domani una visione di speranza.

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